Archivio per la categoria ‘Leggende su Apple’

10: BILL GATES HA SALVATO LA APPLE

Gennaio 8, 2008

Thanks Bill 

Concludiamo questo meraviglioso decalogo delle “10 leggende su Apple“, con un’articolo che spero sarà degno epilogo di tante ricerche e dedite ore passate a scrivere.

La leggenda di cui vi voglio parlare oggi è quella che narra come verso la fine degli anni ‘90 Bill Gates rese salva la vita ad Apple, prossima al tracollo finanziario, acquistando una ingente somma di azioni.

Raccontiamo esattamente come stavano le cose e come si evolsero.

Non so se è noto a tutti, ma Steve Jobs, pur essendone il fondatore, non è sempre stato a capo di Apple. Ad un certo punto della storia dell’azienda, a causa di dissapori interni, Steve se ne andò per fondare un’altra compagnia, la Next. Il suo progetto indipendente non ebbe grande successo, in quanto malgrado l’alta qualità dei prodotti sviluppati, non riuscì a imporsi sul mercato, a causa dei prezzi di vendita troppo alti, rispetto soprattutto alla concorrenza dei cossiddetti “Ibm compatibili“.

Nel 1997 Jobs tornò a lavorare con Apple, trovando però davanti a se un’azienda con perdite superiori all’abominevole cirfra di 800 milioni di dollari ed una riduzione del personale del 25%.

Il ritono di Jobs come consulente fu sancito dall’acquisto da parte di Apple della società per cui se n’era andato via, la Next, per 400 milioni di dollari.

Tra il 1990 ed il 1997 erano avvenute in Apple tutta una serie di avvenimenti che, tra il bene ed il male, ne avevano causato il quasi tracollo.

E’ importante ricordare come sino alla fine degli anni 80 Apple fosse un’azienda più che prospera, e che avesse un profitto maggiore anche rispetto a Microsoft. Come ha fatto in 10 anni a ridursi sino al confine più prossimo del baratro? Ecco in elenco le 5 principali mosse sbagliate di Apple, che tanti guai gli hanno causato:

1) Il lancio, tra il ‘90 ed il ‘95 di molti modelli di computer, senza che vi fosse una logica di sviluppo ed un target d’utenza definito (a differenza dell’attuale divisione tra Consumer e Pro);

2) La concessione degli elementi dell’interfaccia grafica a finestre a Microsoft, in cambio di un misero anno di esclusiva di Excel su Mac;

3) Il progetto Newton del ‘93, definibile come un avveniristico e costoso fallimento;

4) Il lancio della console per videogames Pippin, altro progetto sfortunatissimo;

5) L’assunzione di Gil Amelio, che avrebbe dovuto salvare l’azienda, con lo stipendio di 1 milione di dollari. La sua incapacità fu tale che, nel primo trimestre di direzione, fece perdere ad Apple ben 100 milioni di dollari, che aggiunte all’anno fiscale precedente, fecero arrivare il suo deficit a 816 milioni di dollari.

Nel luglio del ‘97 Gil Amelio, dopo soli 6 mesi, venne scalzato da Jobs, con cui era stato in lotta sin dai primi giorni del suo ritorno. Con la dipartita di Amelio, Jobs divenne  ad interim il nuovo CEO di Apple.
E’ il ‘97 appunto l’anno di svolta di Apple, che grazie alle mosse di Jobs ricomincia la sua ascesa. Tra queste mosse vi è uno storico accordo con Bill Gates, ed eccoci al nocciolo della questione.

In cosa consisteva l’accordo tra Apple e Microsoft?

L’accordo, in quanto tale, era definito da uno scambio reciproco di “favori” che avrebbero dato ad entrambe le società dei consistenti vantaggi. L’accordo è stato venduto al pubblico come un trattato di cessate le armi tra Apple e Microsoft, che per poter annunciare credibilmente questo bilaterale cessate il fuoco avevano la necessità di chiudere una partita legale in corso dal 1995.

Apple aveva in quell’anno denunciato Microsoft per aver copiato parte del codice sorgente di Quick Time per utilizzarlo all’interno di Windows. I giudici avevano appurato la colpevolezza della società di Redmond, ma ovviamente gli ottimi avvocati di Gates ed i suoi sconfinati fondi stavano facendo trascinare il processo sino allo sfinimento. Per Apple questo procedimento legale era diventato un ulteriore pessimo investimento.

Jobs ebbe allora una geniale idea, ovvero toccare quello che può essere definito il “punto G” di Microsoft: Internet Explorer. Apple propose l’installazione del browser di Redmond su ogni Mac, in cambio di:

1) Un acquisto di azioni (senza diritto di voto) da parte di Microsoft pari a 150 milioni di dollari. Questa operazione non era mirata a reperire denaro liquido (il buco da colmare era ben più grande), ma avrebbe fatto percepire al mondo che Apple aveva ottime potenzialità, in quanto anche la stessa Microsoft investiva su di essa;

 2) Lo sviluppo di una nuova versione di Office anche per Mac (cosa che Microsoft continuerà a fare, per suo vantaggio, sino ad oggi anche al di fuori dell’accordo);

3) Il pagamento di 150 milioni di dollari per chiudere in maniera extra-giudiziale la causa in corso (quella relativa al codice di Quick Time di cui poco sopra).

Ecco come chiaramente Jobs spiega la natura dell’accordo stipulato con Microsoft al Mac World Expo del 1997:

“Se vogliamo andare avanti e vedere Apple prospera e nuovamente in salute, dobbiamo accantonare alcune idee del passato. Dobbiamo abbandonare la nozione secondo la quale la vittoria di Apple è possibile solo grazie alla sconfitta di Microsoft. Dobbiamo invece abbracciare una nuova nozione, ovvero che se Apple deve vincere, è Apple stessa che deve fare un ottimo lavoro. E se altri si promuovono nel venirci incontro questa è un’ottima cosa, perché abbiamo bisogno di tutto l’appoggio necessario, e se faremo degli errori, non sarà colpa di qualcun altro ma sarà solo colpa nostra. Dunque ritengo che questa sia la giusta prospettiva da seguire. Se vogliamo Microsoft Office su Mac, sarà bene che si abbia maggiore rispetto per la compagnia che lo fornisce. Il software che ci viene fornito a noi piace.

Dunque l’era in cui si stagliava una competizione tra Apple e Microsoft si conclude in maniera risoluta. Questo è necessario per migliorare la salute di Apple, e questo ci permetterà di fare cose incredibili e dare un grande contributo all’industria, rendendoci prosperi e nuovamente in forze.”.

Questo storico accordo fece passare le azioni Apple da 16 a 26 dollari in sole 24 ore.

Molto altro ci sarebbe da aggiungere su ciò che è stato fatto per dare ad Apple un futuro migliore… il riacquisto delle licenze di utilizzo di Mac Os su macchine non Apple, l’ascesa della Pixar e gli accordi con la Disney, la valorizzazione del designer Jonathan Ive (prima di Jobs relegato a mansioni minori), il lancio del primo iMac, eccetera, eccetera, eccetera.

Penso sia chiaro dunque come chi ha salvato Apple sia stata una ed una sola persona: Steve Jobs. Lo ha fatto nel modo in cui ci si adopera nel mondo del business, ovvero tramite accordi, tramite un migliore utilizzo delle risorse e tramite adeguate operazioni di ricerca, sviluppo e marketing.

Sarà solo un caso se quest’anno il buon vecchio Steve sia stato proclamato come uno dei più grandi manager del mondo?

p.s.
Rimante sintonizzati, dal prossimo intervento su Think Random verranno inaugurate le news!

9: SAFARI NON FUNZIONA BENE

Gennaio 8, 2008

Too cool for Safari

Molte delle persone che usano ed hanno sempre quasi solo esclusivamente il browser Internet Explorer, lo hanno principalmente fatto perchè, pur avendone provati altri, gli è parso che IE fosse migliore, in quanto apriva tutte le pagine dei siti web di questo mondo nella maniera più corretta.

Safari, così come Opera, Camino e gli altri “alternative browser, sono sempre stati messi in secondo piano, in quanto considerati meno capaci di dipanarsi tra le intricate codifiche del web.

Così come le veraci leggende metropolitane, ciò che si crede è perfettamente ed immpeccabilmente sbagliato!

Spieghiamo brevemente come funziona una pagina web e come si comporta un browser. Una pagina web è un foglio bianco all’interno del quale vengono scritte delle righe di codice. Questo codice, in quanto tale, per assumere una forma intelligibile a chi non sa leggere il codice binario a colpo d’occhio, deve essere tradotta. Tradotta in testi, immagini, animazioni, filmati, funzioni, pulsanti, eccetera, eccetera.

Questo è uno dei compiti principali di un browser: tradurre una pagina di codice web (htm, php, asp o di qualunque altra malefica natura) in maniera intelligibile.

Vi racconto una storia. In Quebec si parla francese. Anche in Francia si parla francese. Apparentemente un abitante del Quebec ed uno della Francia non dovrebbe aver problema a parlare tra di loro, in quanto usano lo stesso linguaggio. Se però un francese usasse un certo termine per dire “vuoi vedere i miei due bambini?”, l’altro potrebbe con uno sguardo inorridito comprendere “vuoi vedere i miei due coglioni?“.

Perchè accade questo? perchè nel francese di madre patria una parola ha un significato e viene dunque intesa in un modo, mentre nel francese che si parla in Quebec la medesima viene intesa con un valore totalmente diverso (non di meno ambiguo!).

Vi è dell’altro. Un francese ed un quebequoi hanno nel loro linguaggio persino delle parole di cui reciprocamente sconoscono il significato, pur essendo entrambi convinti di parlarefrancese“.

Quale sarebbe la soluzione ad inconvenienti del genere? Unificare il liguaggio e parlare tutti secondo lo stesso identico codice rispettando degli standard, no? Beh… andatelo a dire a Microsoft!!!

I webmaster competenti sanno che quando fanno un sito web devono rispettare delle regole, degli standard appunto. Questi standard sono stabiliti da un consorzio che si chiama World Wide Web Consortium (W3C – http://www.w3.org/). Un browser che usa il “vocabolario” e la “grammatica“ del W3C, e che dunque traduce il codice Html senza prendere “bambini per coglioni” è considerato un browser che rispetta gli standard.

Esiste un test per verificare se un browser rispetta tali standard, il cosidetto Acid Test 2. Se state usando Internet Explorer, o avete modo di usarlo, provate a visitare questo link:

http://www.webstandards.org/files/acid2/test.html#top

Che bella immagine spappolata, nevvero? Questo è quello che dovrebbe vedere un browser a norma:

Ma perchè allora Internet Explorer è il browser più usato al mondo? La domanda sorge più che spontanea ovviamente. La risposta è tanto semplice quanto contorta. Microsoft ha dalla sua parte, grazie alla diffusione di Windows, un grandissimo vantaggio. Una buona fetta di persone usa Internet Explorer perchè se lo ritrova sul computer e nemmeno quasi sa dell’esistenza di altri browser. Questo vantaggio iniziale fa si che molti webmaster si preoccupino di fare funzionare innanzitutto il proprio sito secondo il modo in cui IE interpreta il codice web, e poi (non sempre) si preoccupa di scervellarsi per trovare degli escamotage per fare funzionare quel codice in maniera appropriata anche facendolo leggere agli altri browser.

Una follia quindi. Una follia concettuale intendo. Cioè… tutti tranne uno fanno le cose per bene, ma siccome quell’UNO è più prepotente degli altri, questi si vedono scartati come incapaci o inadeguati. Safari è tra quei browser che continua a difendere strenuamente la politica degli standard, in quanto crede (così come recita il motto del W3C) che un codice unico e univoco per tutti potrà portare il web alla sua massima potenza.

I più attenti potrebbero fare notare una cosa. Perchè Fifefox funziona bene, tanto quanto Internet Explorer, se non anzi meglio? Si fa presto a rispondere. Firefox viene da una generazione di browser che sono stati progettati nel tempo in maniera migliore rispetto ad internet Explorer (che come la maggiorparte dei prodotti Microsoft ha ed ha sempre avuto mille problemi di ogni tipo). Poichè Firefox è riuscito ad accaparrarsi una concorrenziale fetta di mercato rispetto al precedente strapotere di IE, trovandosi davanti alla scelta di rispettare gli standard o fare soldi, indovinate cosa ha scelto?

Ma che ve lo dico a fa’…?!

8: LEOPARD HA COPIATO WINDOWS VISTA

Gennaio 5, 2008

Cupertino, start your photocopiers. 

Mi sembra assurdo dover scrivere su un argomento del genere, perchè chi ha un minimo di competenza sa benissimo che la frase che campeggia come titolo in questo intervento è una delle “più grandi stronzate da quando l’uomo inventò er cavallo” (cit: Febbre da Cavallo – Enrico Montesano).

Però l’ignoranza ed il desidero di screditare Apple pare siano fin troppo diffuse, ed anche le pagine di teoricamente accreditati on line magazine del settore informatico si riescono a riempire di così tante cazzate una dietro l’altra da rendere necessarie delle smentite, quantomeno per diletto come faccio io.

Per parlare di questo argomento vi citerò le impressioni avute da tale Mary Jo Foley, che scrive su un blog per Zdnet.

Il suo articolo si intitola Leopard looks like … Vista ovvero Leopard somiglia a… Vista

La signorina Mary Jo dopo aver assistito al Keynote di Steve Jobs in cui venivano presentate 10 delle 300 nuove features che sarebbero state presenti in Leopard ha così commentato.

1) Il nuovo desktop di Leopard: non troppo diverso dall’interfaccia Aero di Vista e la sua Sidebar

Mi verrebbe voglia di urlare e di chiedere se il mondo è impazzito. Però cercherò di stare calmo. Io lavoro nella grafica e so benissimo quanto Apple da quando se n’è uscita nel 2001 con l’interfaccia Aqua, abbia infuenzato il mondo dei disegnatori. Li ha influenzati al punto che qualunque cosa debba essere vetrosa e con dei riflessi per essere accattivante oggigiorno. Questo nel 2001, quando Windows se ne usci’ con l’interfaccia stile Fisher Price di Xp, che la maggiorparte delle persone che usa un computer oggi deve subire. Da quel momento in poi, e guardatevi in giro, tutto ha iniziato nel mondo delle interfacce ad assomigliare a qualcosa di acquoso, vetroso, riflettente, specchiante…

Nel 2007 Microsoft tira fuori un’interfaccia tutta fatta di vetro (Aero) ed io devo sentire dire in giro che è la Apple che ha copiato Vista?!

E giusto per la cronaca, Apple è stata recentemente quotata come l’azienda che più tra tutte al mondo influenza il design su tutto lo stramaledettissimo pianeta! Microsoft non è stata esclusa da questa influenza.

La Sidebar. Leopard non ha una sidebar… forse Mary Jo vorrebbe paragonare la sidebar di Vista al Dock di Os X? Dock che serve a tutt’altro e che esiste comunque dall’Apple Lisa del 1983!? Oppure si riferisce alla Dashboard… che esiste dal 2005 con l’uscita di Tiger (Mac Os X 10.4)… andiamo avanti.

2a) Il nuovo Finder: molte delle medesime capacità sono integrate nell’ Instant Search di Vista

Io penso che molte delle persone che affermano che Leopard ha copiato da Windows Vista non abbiamo mai visto un Mac prima di una settimana fa. Mary Jo forse vuole dire che Spotlight è stato copiato dall’Instant Search… … peccato che Spotlight sia presente su Mac Os X anch’esso da Tiger… quindi sempre 2005.

2b) Coverflow: mi sembra identico alla funzione Flip 3D di Vista

Non so se piangere o ridere. Cioè… è talmente assurdo questo commento che non so come argomentare. Coverflow serve a sfogliare i documenti di una cartella. Il Flip 3D a scorrere un numero multiplo di Finestre. Cosa c’entrano l’uno con l’altro? il fatto che hanno entrambi una raffigurazione tridimensionale (comunque enormemente diversa)? Flip 3D, per dirverla come la penso io, è stata una trovata di Microsoft per cercare di imitare la funzione Exposé di Os X, solo che siccome non si è voluta sputtanare per l’ennesima volta, invece di copiare ha imitato. In Maniera pessima, pessima se paragonata alla comodità dell’affiancamento automatico delle finestre possibile con Exposé.

3) Quick Look: come la capacità di visualizzare dei thumbnail di anteprima di Vista.

E passare il mouse su un oggetto ed averne un’anteprima comunque in miniatura è paragonabile ad una funzione che con una velocità sconvolgente apre immagini, video, audio, presentazioni e testi potendoli visionare per intero senza dover usare nessun programma? Allora la marmitta della mia Vespa è uguale a quella di una Ferrari… fanno tutte e due fumo del resto!

4) 64 Bit: Leopard è il primo sistema operativo per desktop solo a 64 bit.
Vista esiste in versione 32 e 64 bit ed anche il futuro Windows Seven sarà disponibile anche in versione 32 bit. Fino a quando ci saranno macchine a 32 bit sembra una buona idea offrire un sistema a 32 bit.

Si è una buona idea… Ma a parte il fatto che Vista esiste in così tante versioni che non si capisce come si faccia bene a scegliere quella più adatta… ma dov’è il problema? Le macchine Apple, per le quali è pensato Leopard, sono tutte a 64 bit. Leopard è installabile e funzionante su dei Mac G4 di 8 anni fa. Dov’è il problema?

5) Core Animation: Non sono sicura di quale sia il corrispettivo per Vista.
Il demo mi ha ricordato il Microsoft Max Photo Sharing Application. Gli sviluppatori in platea non sono sembrati troppo sorpresi dalle funzionalità.

Qui salta fuori freudianamente la malignità dichiarata con cui è scritto questo intervento. Mary non sa a cosa corrisponda questa feature su Vista. Se ne desume che lei sia a priori certa che vi sia, che abbia dunque un preconcetto e che non sia li a comprendere di cosa si parli, ma del modo migliore per screditarlo. Facendolo come stiamo vedendo in maniera a dir poco infantile.

Core Animation è un motore grafico che permette all’interfaccia di Os X e degli applicativi sviluppati per essa di usufruire di una grande potenza a livello di impatto visivo senza sovraccaricare la macchina. Quello che hanno visto gli sviluppatori era una sorta di versione live di uno spot di Apple Tv. Solo che quella medesima grafica era applicata ad una applicazione ed era tridimensionalmente navigabile dall’utente. Si, vero molto simile a Max Photo Sharing. Questo è stato il primo momento dedicato a Core Animation. Ed è vero gli sviluppatori non si sono messi a lanciare le mutande sul palco. Però cosa è successo quando hanno visto una pubblicità per iTunes riprodotta da un’applicazione in Core Animation… live? Erano, come me, semplicemente strabilitati. Core Animation è in ogni caso una ficata e permette di avere una grafica da videogame come quella di Time Machine all’interno di applicazioni. C’è altro da commentare?

6) Boot Camp. E’ possibile far girare Vista sul tuo Mac. Apple ha mostrato il solitario di Windows Vista girare su Mac.
Ma penso che quei 2.5 milioni di utenti che hanno scaricato BootCamp stanno facendo girare altre applicazioni professionali per Windows e giochi.

E ancora una volta: in cosa questo Leopard somiglia a Vista? Rende solo i Mac ancora più appetibili, in quanto chi desidera un Mac ma ha bisogno per certe applicazioni di Windows, può avere funzionanti in maniera nativa entrambi i sistemi sullo stesso computer. Anzi… a dirla tutta… Pc World ha premiato il Mac Book Pro come il computer portatile su cui Windows Vista gira meglio… il commento?

“Not a Dell, not a Toshiba, not even an Alienware.”

7) Spaces: Non ho visto niente di simile su Vista ma la platea non sembrava impressionata

Scusate… forse sono stupido io… ma questo articolo non era intitolato “Leopard somiglia a Vista”? Qui siamo al terzo punto consecutivo in cui si va fuori argomento… no perchè a questo punto io “Somiglio a… Brad Pitt“!

8) Dashboard con i Widgets: Non è come la Sidebar di Vista con i Gadgest? 

Si esattamente, peccato che la frase va letta al contrario! Sidebar con i Gadgets: non è come la Dashboard con i Widgets?  Come detto alcuni punti più sopra la Dashboard (che è tutt’altro che una fastidiosa e ingombrante Sidebar) esiste su Os X dal 2005. Chi ha copiato chi?

9) iChat: molti add-ons per renderlo un completo strumento di multi-conferenza.
L’iChat Theater mostrato da Jobs mi ha ricordato il Vista Meeting Space ed anche il nuovo sottosistema di condivisione di scambio documenti e conferenza Microsoft “Shared View”.

Ammetto di essere ignorante su questo punto. Non ho una web cam, non ne ho mai avuta una e non ne sento la mancanza. Non conosco bene le funzionalità di iChat e non ho potuto sperimentare il Vista Meeting Space. L’unica cosa che so è che iChat è l’unico strumento di instant messaging che riesce a gestire una video-conferenza tra 4 utenti

10) Time Machine: backup automatico. Vista ha uno strumento di backup automatico (Volume Shadow Copy).
Non ha lo stesso look galattico di Time Machine ma fornisce molte delle medesime funzioni .

Che io sappia esistono altre applicazioni ancora che fanno la stessa cosa che fanno Time Machine e Shadow Copy (Time Vault per Linux ad esempio). Quindi parlare di chi ha copiato chi qui è un po’ troppo arbitrario. Sicuramente la “galattica” interfaccia di Time Machine non è solo finalizzata all’estetica. Grazie alla sua interfaccia è possibile navigare in maniera immediata tra cartelle backuppate nel tempo, all’interno dell’archivio di database software come iTunes ed iPhoto ed anche all’interno di Mail per recuperare messaggi ed allegati cancellati. Può fare altrettanto Shadow Copy?

Spero di aver chiarito meglio le idee a voi cari e gentili non ancor affezzionati lettori. Mi domando… il prossimo sistema operativo di Microsoft ha come nome in codice attualmente “Windows Seven“… ma si sa che a Redmond non rivelano presto i veri nomi dei loro nuovi prodotti… e che “Vista” è stato “Longhorn” per tantissimo tempo… dicevo e mi domando: dobbiamo aspettarci un WindOS X?! Ai poster, dovutamente fotocopiati, l’ardua senteza.

7: PER MAC NON ESISTONO VIRUS

Gennaio 3, 2008

I’m gonna kill your Leopard 

Dopo una verità negativa, ecco una verità assolutamente positiva:

per Mac non esistono virus.

Uso il mio Mac senza antivirus e non ho mai avuto problemi. Leggo sui forum di persone che usano Mac da più di me e non hanno MAI avuto problemi di virus. Questo mi rende sufficientemente tranquillo per continuare a vivere senza antivirus e per non preoccuparmene affatto.

Per scrivere questo articolo ho cercato di documentarmi in maniera più approfondita, facendo grande fatica ad ottenere informazioni concrete di virus per Mac, arrivando alla conclusione che il fatto che i virus per Os X non esistano è proprio vero.

Su un solo sito ho letto che ne esistono 3 (di cui non viene citato il nome e le caratteristiche), ma la cosa non mi preoccupa affatto visto che per Windows ne esistono circa 150.000.

Ne esitevano per i sistemi precedenti a Os X, ma erano non più di 80, ben conosciuti ed era facile rimuoverli.

Gli unici allarmi dati in merito a virus per Mac provengono da aziende che producono antivirus e firewall, che non forniscono informazioni dettagliate sulla reale entità dei suddetti. Degli spauracchi inventati per vendere qualche copia dei loro prodotti insomma.

Cerchiamo di farci dunque delle domande e dare delle risposte chiare e concise:

 1) Cosa è un virus?

Un virus è un elemento estraneo al nostro computer, che si insinua nella nostra macchina senza che noi possiamo accorgercene, che crea danni al nostro software (e potenzialmente anche al nostro hardware, cosa però più rara) e che si diffonde, sempre a nostra insaputa, nelle reti a cui siamo collegati.

2) Esistono virus per Mac Os X?

Pare ne esistano 3 (come scritto prima). Preoccuparsi di 3 ipotetici virus esistenti sarebbe come dire di preoccuparsi di trovare il vaccino per una malattia aliena (improbabile ma possibile). Per Mac esistono dei rarissimo programmi che per essere eseguiti e danneggiare la nostra macchina richiedono la digitazione della password del nostro sistema (quindi non sono dei virus). Questi programmi si fondano sulla “stupidità” dell’utente, contro la quale nessun antivirus può essere strumento di difesa.

Esiste per Mac un cosiddetto Trojan (un virus che si insedia nella nostra macchina spacciandosi per qualcosa di innocuo se non addirittura utile), e si chiama OSX.RSPlug.A. Questo Trojan lo si scarica da qualche sito porno, il quale ci avvisa che per visualizzare i piccanti filmati presenti sulle loro pagine è necessario installare un nuovo codec per Quick Time. La quantità di azioni volontarie che bisogna compiere per prendere questo trojan sono veramente tante, quindi chi riesce a beccarselo magari se lo merita pure! Scaricare un programma o codec o quel che sia da un sito porno ed installarlo sulla propria macchina digitando persino la nostra password di sistema è un’azione da vero utonto! Il danno provocato da OSX.RSPlug è quello di avere cambiati i dati di connessione del proprio Mac e di essere segretamente spiati nel digitare password e codici qualora si visitino siti di commercio elettronico o simili.

Ecco una schermata del famigerato intruso pubblicata da www.wired.com

Trojan with Quick Time

3) Perchè esistono antivirus per Mac allora?

Esistono antivirus per Mac per il semplice motivo che seppur il nostro sistema è immune dall’effetto dei suddetti Virus, non è immune dal poterli trasmettere. Se io ad esempio ricevo un virus per Windows via posta elettronica, il mio computer non batterà ciglio e non avrà nessun problema. Se però io invio quella mail ad utente che ha Windows potrei, qualora egli non fosse munito di antivirus, infettare la sua macchina. La domanda però è: è un problema mio o suo? La risposta vien da se.

All’interno di uffici in cui vi sono delle reti di condivisione tra Mac e Pc, anche i computer Apple vengono solitamente forniti di antivirus per aumentare la protezione generale dei dati aziendali.

4) Perchè non esistono virus per Mac?

I motivi sono 2:

- Os X è scritto sul “rock solid” codice Unix, un codice che rende molto complessa l’intrusione di software malevolo;

- I computer Apple non sono diffusi al punto da rendere appetibile la scrittura di un virus, che averebbe inevitabilmente una scarsa diffusione.  

5) Ma allora lo installo o no un antivirus sul mio Mac?

Se si vuole seguire il consiglio della stragrande maggioranza di utenti Mac la risposta è: ASSOLUTAMENTE NO.

Se poi volete mettere sulla vostra macchina un programma che rallenta il vostro sistema e che vi fornisce una protezione inutile al 99,9%, allora si, installatelo pure!

Ricordatevi ovviamente che se un giorno verrà creato un vero e potente virus per Mac… dubito che il vostro antivirus potrà fare qualcosa in tempo

6) Quindi navigo tranquillamente e me ne frego del mondo?

Si e no. Cioè, si navigate tranquillamente. La cosa che deve guidarvi è sempre il buonsenso. Scaricate programmi solo da siti di provata fiducia e non disattivate il firewall di Os X, che abilita solo le connessioni esplicitamente autorizzate (proteggendovi quindi dall’intrusione di hackers).

Solo per stuzzicare ulteriormente il vostro intelletto… c’è chi ha offerto 50.000 dollari per chi riesce a creare un Virus nocivo per Os X… pensate che la gente stia li a buttare i propri soldi per dire che Apple è figa o forse la pistola da sotto il cuscino la possiamo levare, prima di rischiare di spararci in testa pensando di rispondere al telefono?*

* Questo suicidio è stato proclamato tra i vincitori del Darwin Awards nel 1999

6: PER MAC NON ESISTONO GIOCHI

Gennaio 3, 2008

Insert coin 

Dopo tutta una serie di informazioni più che altro false diffuse nel mondo riguardo Apple, ecco una cosa nota che è pressochè vera: Per Mac non esistono giochi

O meglio, per Mac i giochi esistono, ma sicuramente non sono paragonabili in qualità e quantità a quelli per Windows e men che meno per Console.

Persino software house che produco giochi per Mac non pubblicizzano la cosa sui loro siti. Electronic Arts, che ha addirittura un accordo con Apple, sul sito italiano non cita i Mac tra le piattaforme supportate. Molti dei giochi presenti su Mac poi sono solo delle trascrizioni becere degli originali, che funzionano nettamente peggio (sia a causa di questo porting scadente che per l’hardware mac non sempre adatto al gaming) e che non hanno tutte le funzioni dell’originale (sul mio Mac Pro ad esempio, The Sims 2 non ha la possibilità di attivare la funzione Antialias sui poligoni… ed ho una scheda da 512 mb…).

Il futuro lascia aperte delle prospettive sicuramente più confortanti, ed alcuni giochi recentemente sviluppati per Mac sono di una qualità decisamente migliore (Colin Mac Rae ad esempio non è male). Certo, dopo aver visto Crysis per Pc tutto sembra veramente di vecchia generazione, anche i più avveniristici giochi per console!

Il Mac è ancora anni luce dal poter avere dei giochi di quella qualità, ma si sa che gli Apple sono delle macchine principalmente per professionisti e che solo di recente stanno diffondendosi anche tra i comuni mortali.

Un altro problema che esiste nel mondo Mac relativamente ai giochi è il fatto che dalla fascia più bassa a quella più alta della gamma di computer prodotti da Apple, c’è una fortissima diversità sulle prestazioni dell’hardware. Un Mac Mini è una caccoletta rispetto ad un Mac Pro, ed uno tra i Mac più diffusi (il Mac Book) ha una scheda grafica non proprio avveniristica (relativamente al gaming) ed è pur sempre un portatile. Realizzare videogames per Mac che siano giocabili su tutte le macchine è un bel problema, poichè si deve riuscire a rendere compatibili le prestazioni su tutta la scuderia della mela… cosa non proprio facilissima! Non è poi da Apple escludere una fascia d’utenza dai prodotti realizzati per Mac e quindi ecco una nuova risposta del perchè “Per Mac non esistono giochi”.

La soluzione che danno alcuni a questo problema è: con Leopard si può installare Windows sui computer Apple e giocare a tutti i giochi che vuoi.

Si è vero, ed io infatti Crysis l’ho giocato su Windows Vista installato tramite BootCamp sul mio Mac Pro… ma ecco… non credo sia esattamente questa la risposta da dare, e sicuramente non è quella che ci si aspetta da Apple.

Altro coefficiente negativo che influenza la mancanza di giochi per Mac è il fatto che Apple abbia un bacino d’utenza abbastanza basso e che quindi alle software house non conviene troppo investire su qualcosa da cui non avranno il debito ritorno.

Chissà, forse con i nuovi mac book (che usciranno non si sa quando) si potrà godere di un hardware adatto anche ai videogames su tutti i computer Apple, e con una maggiore diffusione di computer Mac nel mondo allora le cose potrebbero iniziare a cambiare radicalmente… ma queste sono solo supposizioni.

5: GLI UTENTI MAC VENERANO APPLE

Gennaio 1, 2008

In the name of Steve we pray

Si, è verissimo. La maggiorparte degli utenti Apple hanno una forma di venerazione nei confronti della compagnia. Reputano Steve Jobs un semi-dio e difendono il mondo Mac sino allo stremo delle forze.

Da quando poi il panorama Apple sta popolandosi di teenager (di quelli che come nickname sui forum usano cose tipo “Francythebest”) ci si ritrova a contatto con degli utenti che non solo venerano la Apple, ma hanno pochissime argomentazioni in proposito. Ci credono e lottano contro gli utenti Windows con la stessa verve con cui difendono i Tokyo Hotel nella loro guerra nei confronti di Avril Lavigne. Si riempiono la bocca di frasi fatte sentite in giro tipo “I Mac non si bloccano mai”, “Per Mac non esistono Virus”, “Windows Vista è il peggior sistema operativo della storia” etc etc. Ovviamente se qualcuno un po’ più sveglio di loro li contraddice con un po’ di serietà si rifugiano in un mutismo religioso e fanno finta di non aver sentito.

Siccome per la sindrome di Peter Pan (che fa restare bambini anche dei cinquantenni) non è ancora stato inventato un vaccino o una vera cura, ci si può ritrovare a riscontrare gli stessi atteggiamenti anche in utenti non più adolescenti.

Esistono infine utenti che venerano Apple non per partito preso ma in quanto la loro esperienza è tale da aver consegnato alla compagnia di Steve Jobs la loro stima e la loro fiducia. Pensano un gran bene di Apple ma non sono riluttanti ad accettare che anche nel mondo Mac non siano tutti santi. Semplicemente prima di credere che nei loro computer ci sia in realtà il demonio o prima di accettare che qualche mossa commerciale dell’azienda sia mirata alla conquista del mondo ed alla sua distruzione, preferiscono andare a fondo nella cosa e capire bene. Io sono tra questi.

Per farvi un esempio, in questi giorni ha fatto grande scalpore la notizia che il sito Think Secret abbia chiuso i battenti a causa di una denuncia da parte di Apple. Ho letto vari blog e riviste on line che tuonavano contro l’azienda di Cupertino per il suo atteggiamento tirannico, e li per li anche io ho penso che la Apple fosse un po’ stronza. Continuando poi a leggere è saltato fuori che la notizia vera era che il suddetto sito aveva una spia interna all’azienda, che Apple aveva chiesto di rivelare chi fosse costui in quanto aveva fornito delle informazioni protette dal segreto industriale, e che siccome la redazione aveva voluto difendere l’identità del proprio informatore, gli avvocati delle parti avevano patteggiato la chiusura del sito e nessuna sanzione. Apple è stata fin troppo buona. Se la Sony avesse fatto una cosa simile nessuno avrebbe detto nulla. Allora ho pensato: “A dire subito male di Apple sono sempre tutti pronti, e pure io sono un po’ stronzo”.

Riprendendo le fila del discorso posso dirvi qual’è secondo me la motivazione per cui Apple è benvoluta dai suoi clienti. La stragrande maggioranza di chi usa Mac ha precedentemente usato Windows o lo continua a fare parellelemente (poichè nell’ufficio in cui lavora si usano dei Pc nella maggiorparte dei casi), ed ha deciso di switchare perchè esausta di tutte le problematiche legate ai prodotti Microsoft. Ha valutato l’alternativa Apple e sperimentandola ha percepito una fortissima differenza tra il passato ed il presente ed è per ciò, in un certo senso, grata nei confronti di quello che viene amichevolmente chiamato Zio Steve (Steve Jobs).

Apple è un’azienda, e come tale non fa beneficenza, ma tende a guadagnare denaro. La differenza tra Apple e altre società è che si guadagna per bene i soldi che i clienti spendono per i suoi prodotti e servizi. Ha una politica discretamente corretta nei riguardi dei problemi ecologici e non dimentaica che nel mondo esistono anche persone meno fortunate di noi (vedi i progetti Green Apple e Red Product). Insomma, è un’azienda che fa un casino di soldi ma che tratta in maniera più che dignitosa il mondo e i suoi acquirenti. Anche in questo caso non significa che i prodotti Apple non inquinino e che zio Steve viene a prendersi la vostra monnezza sotto casa e ve la va a buttare, ma paragonata a tante altre note realtà, Apple può essere definita un’azienda politicamente corretta.

Prima di acquistare un Mac mi erano giunte ottime voci riguardo ad Apple ma è stato quando le ho sperimentate sulla mia pelle che ho capito veramente di essere entrato in un mondo diverso. Dal primo giorno che ho messo piede in un Apple Store sono stato servito e riverito dai commessi che mi hanno accompagnato per ben 2 settimane sino alla conclusione del mio acquisto. Mi sono sentito talmente benvoluto che ho voluto mandare una mail ad Apple per fornire le mie referenze sul commesso che era stato il mio shopping assistant (mail che gli ha, con mia grande gioia, dato una bella spinta per ottenere una promozione e che ha raggiunto direttamente i mangaer a Cupertino). Voi direte “Certo che ti trattano bene, gli stavi per dare 5000 euro!“, ed io vi rispondo “Ma siete mai stati in altri negozi? nella maggiorparte degli esercizi commerciali devi metterti a ballare la macarena per chiedere la tua attenzione e devi dare prova di essere un degno centometrista per rincorrere i commessi!“. E poi… 5000 euro penso non facciano ne caldo ne freddo ad un’azienda come Apple, no?

In ogni caso, quali che siano le motivazioni, come vi ho detto alcune righe sopra, Apple si guadagna i soldi che ti fa spendere, che sono innegabilmente tanti, ma che valgono la spesa centesimo per centesimo, per la qualità sia dei servizi che dei prodotti che in generale per la sua politica.

Apple, infine, non è solamente un’azienda. Apple è un modo di pensare. E’ una filosofia in un certo senso. E’ un modo di vedere le cose, quindi vien da se che se si abbraccia questo pensiero si è inevitabilmente d’accordo con le mosse di chi regge le fila, quando queste sono coerenti con se stesse. Non c’è troppo da stupirsi se c’è chi vede gli utenti Apple come dei seguaci più che dei semplici utenti… e vedetela come volete ma io da quando ho un Mac lavoro meglio e mi esaurisco di meno: se non é un valore aggiunto questo!!!

4: I MAC SONO DIFFICILI DA USARE

Gennaio 1, 2008

Apple Cinema Display e cubo di Rubik 

Io sono uno switcher. Cosa è uno switcher? Nel mondo Apple con questo termine si intende colui che ha switchato, che si è convertito da Windows a Mac.

La più grande paura che invade una persona che inizia a pensare di fare questo grande passo è:

Ma usare un Mac non è complicato?! Io che uso Windows da tanti anni riuscirò a capirci qualcosa?

La prima cosa da pensare per iniziare a fare passare la paura è che comunque il sistema operativo che gira sui computer Apple è basato sul concetto di icone, puntatore, cartelle e finestre, esattamente come Windows (e diciamola brevemente tutta: questo è un brevetto Apple di tanti anni fa che Microsoft ha avuto in licenza per due soldi a causa di eventi che non mi dilungo a spiegare).

Seconda cosa su cui soffermarsi è che il modo in cui è pensato Os X è molto più user friendly di quanto non lo sia Windows. Os X è semplice, molto più semplice del sistema operativo di casa Microsoft, e ritengo che questa paura derivi proprio dall’essere abituati a percorsi mentali contorti nell’adoperarsi tra le varie funzioni di Windows. Se poi aggiungiamo che, almeno secondo me, chi ha pensato Windows lo ha fatto con una superficialità tale da lasciare sconcertati, riesco a capire benissimo da dove provenga questo terrore di dover “imparare” un nuovo sistema operativo.

Per farvi un esempio, che io ritengo sintomatico di come Windows sia progettato col culo (perdonatemi la scurrilità ma qui ci sta tutta), guardate qui. Cosa succede se installate un nuovo programma in Windows Xp? Succede che dopo l’installazione, cliccando sul menù Start, dal link programmi appare un fumetto che diligentemente ci informa che ci sono “Nuovi programmi installati”. Bene! Si… bene… peccato che se, come è nostro diritto, dopo questa installazione volessimo eseguire un log out del nostro utente o spegnere il computer (perchè sono cavoli nostri e lo vogliamo fare!) non è possibile! Non è possibile perchè quel fumetto va a nascondere i tasti Disconnetti e Chiudi Sessione! Lascio parlare le immagini e lascio a ciascuno le proprie considerazioni su quanto ci sia da fidarsi di qualcuno che progetta il sistema operativo più diffuso al mondo, non accorgendosi di cose madornali come questa.

Menù di avvio di Xp, Nuovi programmi installati.

Os X è veramente semplice, ed il miglior consiglio per imparare ad usarlo è: smettere di pensare di essere su Windows e pensare semplicemente, quando volete fare qualcosa, al metodo più semplice e logico per farlo. Nella maggiorparte dei casi quello è esattamente il modo in cui la cosa va fatta.

Vi faccio un esempio. Ho un cellulare, un Nokia. Volevo usarlo come modem. Ho iniziato a domandarmi come fare, collegandolo al Mac, ad usarlo come tale. Mi ci sono un po’ scervellato… ho fatto dei tentativi… smanettato qua e la… e sapete cosa? Alle fine tutto quello che andava fatto era:

1) Collegare il telefono via usb;
2) Creare una nuova connessione con scritto l’indirizzo fornito dal mio operatore;
3) Premere connetti.

Niente menù o voci nascoste, niente driver, niente software, niente configurazioni da laureato in ingegneria informatica: niente di niente! Ero semplicemente stato vittima delle mie cattive abitudini da utente Windows. E da li ho capito perchè uno degli slogan che la Apple ha pensato per i suoi prodotti è:

It just works! – Semplicemente funziona!

Se poi proprio non riuscite a fare qualcosa il menù di Aiuto del sistema operativo, ancora una volta a differenza del famigerato Help di Windows, farà il suo unico dovere: semplicemente aiutarvi.

Ovviamente questo non significa che non ci siano cose un po’ cervellotiche anche in Os X e che TUTTO sia semplice e banale, ma vi assicuro che in pochissimo, partendo da queste basi, diverrete padroni della vostra macchina e capirete quanto sofferta è stata la vostra vita da utenti fino a prima di avere un Mac! 

3: L’HARDWARE MAC NON E’ CONFIGURABILE NE AGGIORNABILE

Dicembre 31, 2007

MacBook con accanto un lucchetto con una chiave

Si, è vero. Nella maggiorparte dei casi l’hardware dei computer Apple non si può aggiornare, ed in fase di acquisto i Mac non si possono configurare secondo molti parametri. Le uniche opzioni sono relegate alla cpu, alla quantità di ram, alla capienza ed al numero degli hard disk, alla dimensione dei monitor ed infine si può scegliere tra una ristrettissima rosa di schede video.

Dopo aver comprato un Mac non è inoltre possibile fare molti upgrade hardware. E’ al massimo possibile aggiungere hard disk più capienti e memoria ram, ma nulla di più o quasi.

Ma andiamo per gradi. Rispondiamo alla prima domanda:

Perchè i Mac non sono altamente configurabili in fase di acquisto?

La risposta in questo caso è molto semplice. La forza di un Mac non è nel suo hardware ma nel suo sistema operativo, o meglio ancora, nel modo in cui hardware e software funzionano all’unisono. Avere una gamma limitata di componenti hardware da dover rendere compatibili con il sistema fa si che questi possano essere accuratamente scelti e testati, e che il software sia creato per lavorare in maniera ottimale con essi.

E’ una scelta. Maggiori prestazioni e stabilità a discapito di grande compatibilità e prestazioni incerte. Da utenti Windows vi sarà magari capitato di notare come le vostre periferiche e le vostre varie componenti hardware andassero in conflitto fra di loro e con lo stesso sistema operativo. Che serviva scaricare nuovi driver, aggiornamenti, fare operazioni di vario tipo per poter semplicemente usare a dovere qualcosa che dovrebbe teoricamente funzionare da se. Ecco, questo su Mac non accade, e non accade in virtù della scelta che sta a monte di cui poco prima. Volendo citare uno slogan pubblicitario abbastanza noto: la potenza è nulla senza controllo!

Passiamo alla seconda domanda:

Perchè non è possibile fare upgrade successivamente all’acquisto?

A questo quesito troviamo già parte della risposta in tutto quello che abbiamo detto sino ad ora. Ma c’è di più.

Vi racconto un breve episodio. Quando andai ad informarmi per il mio MacPro (la macchina Apple più potente e configurabile) dissi al commesso dell’Apple Store:

“Ovviamente tra qualche hanno se vorrò cambiare ad esempio la cpu potrò farlo!”.

Lui impassibile aprì il MacPro in esposizione e mi fece notare che la mia Cpu non era semplicemente montata su una scheda madre, ma era saldata non so bene come e circondata da un radiatore che ne teneva stabile la temperatura.

Li mi sono dato la prima risposta: i Mac non sono aggiornabili perchè dentro sono costruiti con un criterio che gli permette innanzitutto di funzionare bene per come sono concepiti. Non sono montati secondo un ordine casuale ma la loro architettura è frutto di accurati studi preposti alla ricerca di un equilibrio quanto più perfetto.

Immagino che la maggiorparte di voi avrà visto un comune Pc al suo interno e saprà il caos più o meno regolare di cavi, schede e altre amenità che vivono in quel mondo. Ecco, questo invece è un Mac Pro messo a nudo:

Visione interna di un Mac Pro

Andiamo avanti. Se invece di chiederci “perchè non è possibile fare upgrade sui Mac?” ci chiedessimo “perchè voglio migliorare le prestazioni del mio computer?” ci troveremmo davanti ad una realtà abbastanza sconcertante:

Non sono io che voglio rendere più performante la mia macchina, ma è il mercato che mi spinge a comprare sempre l’ultimo ritrovato tecnologico.

Gli utenti di macchine su cui gira Windows sono abituati (e parlo con l’esperienza di chi ci è passato) a ritrovarsi a non poter più usare i nuovi software (o a non poterli usare adeguatamente), senza aggiornare il proprio hardware. Esce la nuova versione di Photoshop ed il mio Pc non riesce a farla girare velocemente. Quindi sono costretto a comprare nuovo hardware.

Su Mac questa realtà è drasticamente diversa. Un Mac rimane una macchina performante senza drastici upgrade per anni e anni. Conosco persone che fanno editing audio professionale e montaggio video con dei PowerBook G4 risalenti al 2002! E lo fanno con software assolutamente attuali. Provate a pensare ad un Pc di 6 anni fa… anche un desktop e non un laptop… cosa sarebbe? un Pentium 4? Se è sopravvissuto all’usura del tempo ritengo che sia un vero pezzo da museo.

Quindi ecco la nostra risposta: i Mac non sono aggiornabili perchè non ne hanno bisogno, ed è solo la nostra cattiva abitudine a portarci verso una strada tortuosa e complicata.

2: PER MAC NON CI SONO MOLTI SOFTWARE

Dicembre 31, 2007

Un MacBook Pro circondato dalla suite iWorks
Eccoci alla seconda leggenda che circola attorno ai Mac. La mancanza di software.

Questa diceria nasce da un principio assolutamente sbagliato, ovvero dal fatto che gli utenti cercano i medesimi software che sono abituati ad usare con Windows sul proprio Mac.

Partendo da questo assunto errato salta fuori che per Mac non esiste Winzip, che non esiste Nero, che non esiste Power Dvd etc etc. E se invece di cercare un software per nome ci chiedessimo “Cosa devo fare? E come lo faccio?”. Beh, faremmo una serie di bellissime scoperte.

Scopriremmo che molte delle cose che vogliamo fare si possono ottenere tramite degli strumenti dello stesso sistema operativo (Comprimere e decomprimere files, vedere dvd, masterizzare etc) senza dover acquistare, scaricare e installare nessun nuovo programma.

Scopriremmo che con ogni Mac viene consegnata una meravigliosa suite che si chiama iLife, con la quale è possibile in maniera semplicissima: creare siti web, ascoltare e catalogare musica, visualizzare e archiviare fotografie e immagini, fare musica e montare filmati.

Scopriremmo ancora che per Mac ci sono una quantità sconfinata di programmi gratuiti reperibili sul web che funzionano davvero e che non installano fastidiosi software in allegato e men che meno virus o spyware.

Scopriremmo che per ogni programma che abbiamo usato su pc esiste una controparte per Mac che funziona altrettanto bene se non meglio.

Scopriremmo infine che la maggiorparte dei software professionali (tutta la suite Adobe, il pacchetto Office etc) viene sviluppata tanto per Pc quanto per Mac, ed in questo particolare caso potremmo scoprire che i veri professionisti usano un Mac e che per i computer Apple esistono programmi che per Pc Windows è possibile solo sognare (come Final Cut ad esempio).

1: I MAC COSTANO TANTO

Dicembre 31, 2007
001_steve_jobs_dollar1.jpg

E‘ idea diffusa che i computer Apple siano molto costosi. Proviamo a vederci più chiaro.

Da utente di pc Windows assemblati sono sempre stato abituato, su configurazioni per uso professionale, a spendere attorno agli 800 euro.

Se uno ti chiede “che hard disk hai?” tu rispondi “180 giga” e all’incalzare “si ma di che marca?” tu fai “boh?”… Come epilogo di tutto ciò salta spesso fuori che il tuo hard disk è di una marca terribile e di una letenzza sconcertante.

Questo vale per ogni altro componente del computer, in quanto chi te l’ha venduto ha ben pensato di mettere in risalto le caratteristiche più note della macchina che stavi per comprare (capienza hard disk, quantità di ram, velocità del processore etc), tralasciando la marca e la qualità della maggiorparte delle medesime in quanto “l’offertona” si fonda proprio sul basso costo (e della bassa qualità) di queste.

Valutando il prezzo di un Mac dobbiamo dunque tener conto che non stiamo comprando una bella scatola piena di segatura, ma un complesso hardware di ottima fattura.

Volendo fare un paragone prendiamo una macchina Apple che possiamo considerare a metà tra le più economiche e le più costose della gamma: L’iMac da 20 pollici.

Questa è la sua configurazione:

Processore Intel core due da 2 ghz
Monitor 20″ glossy wide screen
1 gb di ram 667 mhz DDR2
250 gb di hard disk Serial ATA
Lettore/Masterizzatore cd/dvd single e double layer
Scheda video ATI Radeon HD 2400 XT da 128 mb
Wifi e bluetooth integrato
Tastiera in alluminio con funzioni multimediali
Mighty Mouse
Webcam integrata
Sistema operativo Mac Os X Leopard
Pacchetto iLife (iWeb, iTunes, iPhoto, iMovie, iDvd e Garage Band)

Provate a configurare ora una macchina simile. Io l’ho fatto sul sito www.chl.it. Senza calcolare i software sono saltati fuori quasi 1300 euro.

Non solo… ad un suo Keynote Steve Jobs fece una domanda che vi rigiro e sulla quale vi propongo di riflettere:

Perchè il mondo dovrebbe volere questo quando può avere questo?

Paragone tra un iMac ed un computer Dell